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La poesia del venerdì – Lucia Pavone

Per la poesia del Venerdì oggi vorrei presentarvi una giovane poetessa. Lucia Pavone. Ho il piacere di conoscere Lucia da un po’ ormai. La sua poesia nasce da una profonda simbiosi col mondo naturale.

Potrei per questo definirla tranquillamente una poetessa “romantica” nel senso più autentico e autentico del termine.

Ossia Lucia riesce a tornare alla Natura caricandosi di nuove percezioni, analogie, accostamenti, pensieri.

Nella Natura Lucia rinasce, e la sua scrittura trasmette tutta la forza di questa rinascita, che poi assume un valore universale, diventa rinascita dell’uomo, o per lo meno possibile speranza, proiezione e rappresentazione di questa rinascita.

Le sue sono spesso poesie brevi, incentrate su un’unica precisa immagine. Per questo il lettore “vede” chiaramente la sua poesia.

Oggi vi propongo due brevissime poesie, e lo faccio sotto forma di immagini elaborate dall’autrice stessa attraverso un connubio perfetto tra foto e testo.

Vi lascio al piacere della scoperta di questa penna.

Come potete vedere, Lucia coglie analogie, rapporti, legami tra la Natura e l’uomo. Il giallo di due fiori, diventa un solo, anzi due infiniti, e questi infiniti risplendono con una forza che pare poter durare per sempre appunto, anche se sono fatti di niente.

Ma dell’infinito di questa forza c’è un’attesa fiduciosa, una bellissima speranza. Tale è la vita dell’uomo che risplende di tutta la sua forza in una promessa d’infinito se pure impossibile.

Vorrei poi anche farvi notare come con questi pochi versi Lucia sembra assumere lo stesso tono di scoperta di un altro giallo solare del mondo naturale, di natura montaliana, i limoni.

Come il poeta genovese restava folgorato dalla vitalità di un albero carico di limoni in una corte interna da un portone dischiuso, così, con analoga scoperta, Lucia resta affascinata dal giallo fragile e forte di due fiori.

Poi l’amore. La ciclicità del tempo naturale, del tempo delle api diventa la ciclicità dell’amore che, infatti, è tale ed è vero solo nei gesti ripetuti, nei piccoli gesti quotidiani di chi si ama ogni ogni giorno magari da quarant’anni.

Ci sarebbe ancora tantissimo da dire. Avrò certo modo di farvi conoscere altri testi di questa bella penna. Voi non dovete fare altro che rimanere in ascolto 😉